NR
9th june 2012











-press release-



On Thursday, the American-born curator announced that documenta 13 would take a keen focus on viewpoints critical of capitalism. Christov-Bakargiev noted that the exhibition will question “the persistent belief in economic growth,” and will be “driven by a holistic a non-logo-centric vision.” Though the Kassel-based exhibition has consistently taken a fairly wide-ranging view of art, Christov-Bakargiev said that documenta 13 will also include archival and research-based projects as well as, “experiments in the field of art, politics, literature, philosophy and science.” In total, 150 artists representing 55 countries have been invited to participate

During documenta 13 will be given the strategy adopted for I'm not Roberta project: a gamble. A daily prayer so that something significant could happen during the exhibition. Something linked to the need to renegotiate our needs. Needs renegotiation means we can do without growth models (but not only economic) that led to a glut-failure. During the exhibition will look for a trace of something through internet and survey.











-preview interview-



LR: There is a time when people come into a place searching for something.

FB: What role would you?

LR: What do we have? Let's see: something, the person, a space, a time, someone who designed that thing, someone opening the door space.

FB: I chose to be the person who enters.

LR: I really enjoy shuffling the cards. Sometimes I decide that the person enters and becomes the designer and then the one who closes the door. I like to limit and divide the space and time. I love playing with all the information available.

FB: "Something" is always in your projects. It lives in the immaterial dimension of the blog. Do you like art fairs?

LR: This is to reverse things: I'm not a supermarket where you choose. I design something if you throw me a challenge or problem. Now I'm facing challenges and issues that do not need many things.

FB: Participate in an art fair would be a challenge for you?

LR: Of course.

FB: Art can change the world?

LR: Everything can change the world even without that we want. In particular the art can become a "safe space" in which to take a greater awareness of the right questions rather than answers.

FB: When art is wrong?

LR: When art no longer protects the space of consciousness. Especially when he tries to be a "political party", becoming part of the problem would be solved. I think I'm not RobertaNR and plays are highly "political" projects.

FB: During three years you have made ​​34 projects: sometimes a single image up on projects with multiple levels. Could we put these 34 projects on a line from plays to I'm not Roberta?


LR: Yes, we can. There are two extremes: a time instant and an extended one, a given space and an expanded one. Stop a moment and indulge in many moments. etcetera.


FB: You don't have a studio. Don't you think about a kind of art as something achievable in a laboratory? Don't you believe in the art work as item, as object?


LR: I think the first point is not "what" but "who". The material or immaterial nature of "what" doesn't matter but what matters is that "what" could be a good witness of the "how". Then we have "where" and "when". The blogger is like a journalist.




1987-2012: being Maurizio Cattelan?






Kremlino 
Venice Biennale and different venues
2013






1987-2012:BEING MAURIZIO CATTELAN?









We use a metaphor dear to our former Prime Minister Berlusconi: the metaphor of football. Everyone wants to be who makes goals, everybody wants to be Maurizio Cattelan. In 1990, just as political nationalism by breaking the blocks of the Cold War, we see the raising of many artistic individualism (Cattelan, Hirst, Eliasson, Creed, Sierra, Alys, Gordon, Murakami, etc.. Etc..). The September 11 2001 represents an exaggerated and degenerated "goal" beyond any formal and conceptual imagination. If Cattelan was the striker who makes goal and then not exults and runs away in the locker room (as the character wants), the most interesting role I think today is represented by the viewer is behind every viewer of our stadium. The first act that you can do is touch the shoulder (a project which will be presented in the Kremlin project, see here). From now I'm going to write in Italian, I recommend google translate for the right level of approximation.



Usiamo una metafora cara al nostro ex-presidente del consiglio Berlusconi: la metafora del calcio. Tutti vogliono essere chi fa goal, tutti vorrebbero essere Maurizio Cattelan. Nel 1990, esattamente come per i nazionalismi politici con la rottura dei blocchi delle guerra fredda, vediamo l'emergere di molti individualismi artistici (Cattelan, Hirst, Eliasson, Creed, Sierra, Alys, Gordon, Murakami, ecc. ecc.). L'11 settembre 2001 rappresenta un "goal" esagerato e degenerato che va oltre ogni fantasia formale e concettuale. Se Cattelan fosse l'attaccante che fa goal e poi non esulta e scappa negli spogliatoi (come vuole il personaggio) il ruolo potenzialmente più interessante penso che oggi sia rappresentato dallo spettatore che si trova dietro ogni spettatore del nostro stadio. Il primo gesto che si può fare è toccare la spalla (progetto che verrà presentato all'interno di Kremlino, vedi quì). 






Italia 2012







Italia 1987






Lo spazio creativo che rivendica Macao per "risolvere le cose", come lo spazio che rivendica la Biennale di Berlino 2012, è assolutamente funzionale e sintomo dell'ordine costituito che si vorrebbe "aggiustare" e "risolvere". Perchè no in una libera piazza o in un libero parco? Inoltre occupare uno spazio e un tempo localizzati e determinati (nell'era di internet), significa essere automaticamente identificati e disinnescati. Esattamente come portare l'ennesima opera in uno spazio dato. Si occupano contenitori senza avere contenuti. Senza avere chiaro il problema e le domande da porsi. Il partito politico che nasce in seno alla Biennale di Berlino, il movimento di opinione che nasce a Macao o dall'intuizione di Beppe Grillo: si tratta di politica. Politica creativa? Non è stata forse la Lega Nord il primo caso in italia di politica creativa negli anni novanta. Come è andata a finire? 

Quello che chiamiamo "Arte", cultura o creatività, è uno spazio prezioso da difendere perchè capace di diventare laboratorio e palestra per strumenti e termometri utili per ogni ambito. Difendere significa, prima di tutto, non permettere che questo spazio venga localizzato attraverso coordinate spaziali e temporali. Internet permette questa fluidità, permette che l'arte sia quella persona che ti arriva da dietro e ti tocca la spalla. Perchè mettere questa persona in centro a Milano in un palazzo occupato, dove viene subito allontanata e fatta sgomberare? 

Che fare? Quale ruolo, quale format quale linguaggio? Sto lavorando ad un 'intervista a Francesco Bonami (chiamato ad un Macao istituzionale per Milano) e a Luca Beatrice, mentre a settembre al Castello di Rivoli mi incontrerò com Michele Dantini per riflettere su format, ruoli e linguaggi nell'epoca della crisi. 

Per rispondere alla domanda credo che un primo passo possa essere il contenuto di retrospettiva. Mentre nel 2013 durante la prossima Biennale di Venezia è stato proposto un contenitore diverso: Kremlino. Diverso perchè c'è un contenuto e perchè non si prevedono coordinate spaziali e temporali definite. Kremlino può agire come un terremoto o come una bomba davanti ad una scuola, per intenderci. C'è l'opportunità di porre in fibrillazione le cinque variabili del giornalismo e non solo del giornalismo: dove, quando, come, perchè, chi. Per fare questo basta un blog, forse il blog è il messaggio. 







Estratti da: CRITICISM N°4



Un altro punto nodale è l’attitudine critica rivolta all’idea stessa di fare arte.
“L’autocritica in diretta connessione con la realtà è stata ottenuta tramite la costante soppressione tematica di una presenza e soggettività autoriale. Nel tentativo di trasmettere la propria indipendenza da un creatore manifesto, i lavori di natura concettuale sostituiscono i segni d’invenzione personale con segni da cui si evince l’idea di una propria auto-creazione”.
Infine si introdurrà la non interdipendenza tra informazione primaria e secondaria, ciò significa che non c’è bisogno di esperire la cosa per comprenderne l’idea.


Menna prosegue la propria analisi nel capitolo seguente sostenendo che “(...) l’opera d’arte è quindi, soprattutto fondazione di un nuovo universo del significato, non un’analisi del già noto: per cui essa si colloca all’incontro tra un momento semiotico, che dà il quadro esatto della situazione del codice nell’atto in cui l’opera viene realizzata, ed un momento ermeneutico, di scoperta di nuovi ambiti di realtà’ . Questa scoperta del nuovo avviene attraverso l’alternarsi di differenze e discontinuità, tra una linea analitica e una dialettica, che gioca molto sulla contraddizione di termini complementari ma opposti. Il ‘pointing’ (l’indicare) è un’altra delle tecniche adottate per far slittare il significato letterale, mentre la ‘tautologia’ si esplica come l’insieme delle logiche che ragionano circolarmente attorno agli argomenti o alle affermazioni.

Non possiamo negare vi sia stato un ripiegamento negli obbiettivi degli artisti, un ridotto spessore ideologico che ha portato la ricerca a mera opinione, relativizzandola a commento, riproposizione, analisi più o meno piccola. Parlare invece — come in questo caso — di che cos’è l’Uomo è la maniera più pertinente di discutere della realtà ed i suoi limiti.

Cy Twombly : ( silenzio )
“La gente non vuole più fare il pubblico, né l’allievo, vuole entrare nella cosa, ossia sente che c’è già dentro.”

“Si pensi a Vasari un pittore accademico, ufficiale, non paragonabile con gli artisti di cui ha scritto le vite (...) Ma, francamente, è possibile che abbia detto qualcosa sugli artisti che questi non avessero già scontato, almeno nel lavoro? E quanto spessore di cultura, di schemi, di luoghi comuni e gusto del momento non ha frapposto fra loro e il pubblico. Se fosse stato possibile registrare ciò che quegli artisti dicevano nei loro discorsi quotidiani, ci sarebbe necessario leggere le Vite di Vasari per trovare un contatto con loro?”

Le risposte possibili sono molteplici, soprattutto se si considera l’uso che Lonzi fa della conversazione come metodo per raccontare la scena artistica dell’epoca. Sempre più diffusa in quegli anni, impiegata come forma di documentazione dai critici e riletta come opera concettuale dagli artisti, Lonzi usa l’intervista con l’intenzione di scardinare il tradizionale sistema di rappresentazione dell’oggetto-opera.

Uno degli aspetti in cui la leggerezza è indicata da Calvino è nella connessione tra melanconia e umorismo. La melanconia pensante invece di portare ad uno stallo, a una passività, si trasforma in una spinta ironica, alla ricerca di un’alternativa giocosa, che porta all’atto creativo.
La leggerezza, per Calvino, si associa sempre alla precisione e alla determinazione.
















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NR
9th june 2012








-press release-



On Thursday, the American-born curator announced that documenta 13 would take a keen focus on viewpoints critical of capitalism. Christov-Bakargiev noted that the exhibition will question “the persistent belief in economic growth,” and will be “driven by a holistic a non-logo-centric vision.” Though the Kassel-based exhibition has consistently taken a fairly wide-ranging view of art, Christov-Bakargiev said that documenta 13 will also include archival and research-based projects as well as, “experiments in the field of art, politics, literature, philosophy and science.” In total, 150 artists representing 55 countries have been invited to participate

During documenta 13 will be given the strategy adopted for I'm not Roberta project: a gamble. A daily prayer so that something significant could happen during the exhibition. Something linked to the need to renegotiate our needs. Needs renegotiation means we can do without growth models (but not only economic) that led to a glut-failure. During the exhibition will look for a trace of something through internet and survey.

























-preview interview-



LR: There is a time when people come into a place searching for something.

FB: What role would you?

LR: What do we have? Let's see: something, the person, a space, a time, someone who designed that thing, someone opening the door space.

FB: I chose to be the person who enters.

LR: I really enjoy shuffling the cards. Sometimes I decide that the person enters and becomes the designer and then the one who closes the door. I like to limit and divide the space and time. I love playing with all the information available.

FB: "Something" is always in your projects. It lives in the immaterial dimension of the blog. Do you like art fairs?

LR: This is to reverse things: I'm not a supermarket where you choose. I design something if you throw me a challenge or problem. Now I'm facing challenges and issues that do not need many things.

FB: Participate in an art fair would be a challenge for you?

LR: Of course.

FB: Art can change the world?

LR: Everything can change the world even without that we want. In particular the art can become a "safe space" in which to take a greater awareness of the right questions rather than answers.

FB: When art is wrong?

LR: When art no longer protects the space of consciousness. Especially when he tries to be a "political party", becoming part of the problem would be solved. I think I'm not RobertaNR and plays are highly "political" projects.







retrospettiva (everywhere, by your care)







retrospettiva



everywhere, by your care


- from 8th april indefinitely-






-press release-



Retrospettiva non è solo un insieme di progetti passati, ma soprattutto una prospettiva sul "retro" rispetto l'idea di spettatore e di museo. Una visione non convenzionale verso uno spazio dato; la capacità dello spettatore di attivarsi ancor prima di incontrare la prossima opera convenzionale. Il progetto consiste in una serie di post da stampare e attaccare al muro di qualunque spazio. Ogni post, indicato al momento opportuno, presenterà al meglio un progetto passato. 11 progetti saranno divisi in tre aree tematiche: indicare, viaggiare, modificare. Questa documentazione verrà integrata con la possibilità di stabilire una chat quotidiana con Luca Rossi attraverso Skype (cerca lucarossi22). Il tema della chat saranno le motivazioni dell'opera e del verbo "operare". Da queste motivazioni potrà discendere o meno un'opera inedita. Più in basso i post da stampare e un breve approfondimento.



Retrospective is not just a collection of past projects, but also a perspective on the "back" as regards the idea of audience and museum. A not conventional vision to a given space; the ability of the viewer to take action before the next meeting of a conventional "art work".The project consists of a series of Whitehouse blog post to print and attach to any wall space. Each post will introduce a past project. 11 project will be divided into three areas: to point, to travel, to modify.This documentation will be integrated with the possibility of establishing a dailychat with Luca Rossi through Skype (search "lucarossi22). The theme of the chat will be the "artwork" and the motivations of the verb "to work". Starting from these motivations, a "work" colud be (or not) defined. Further down the post to be printed and a brief focus.



Retrospect is not just a collection of past projects, but also a perspective on the "back" respect the idea of audience and museum. A vision is not conventional to a given space, the ability of the viewer to take action before the next meeting of the conventional work. Theproject consists of a series of Whitehouse blog post to print and attach toany wall space. Each post has a past project. 11 project will be divided into three areas: to suggest, to travel, to modify. This installation is integratedwith the possibility of establishing a daily chat with Luca Rossi through Skype (search "lucarossi22"). The theme of the chat will work and the motivations of the verb"work". Starting from these motivations, a "work" colud be (or not) defined. Further down the post to be printed and a quick study.




A partire dall'otto aprile si potrà cliccare su ognuno dei seguenti link e stampare il post del progetto corrispondente:













>>>approfondimento su retrospettiva:






La mostra retrospettiva implica la stampa di undici fogli, l'allestimento di questi fogli in un qualsiasi spazio e la possibilità di avere in questo spazio un computer o un cellulare per  chattare con te su skype. Questo tuo progetto mette in discussione l'idea di museo e di curatore; probabilmente anche l'idea di artista, in quanto tu sei sicuramente più vicino al ruolo di spettatore/blogger. Ogni spettatore del tuo blog si deve attivare in modo semplice e diventare direttore di uno spazio, curatore, allestitore, artista. Più che frantumare alcuni rituali e codici mi sembra interessante porre l'attenzione sul "perchè dovrei fare questo"; perchè dovrei andare a Palazzo Vecchio, o leggere il testo di I'm not Roberta; perchè dovrei ordinare una pizza? 

La maggior parte degli atti mentali e fisici degli uomini non arrivano affatto a consapevolezza, perchè non c'è n'è alcun bisogno in un'ottica di conservazione della vita. Al contrario credo che possiamo conoscere veramente solo ciò di cui abbiamo coscienza e consapevolezza. Per tanto il "mi piace" di facebook può diventare una lotteria casuale capace di precluderci di conoscere e quindi di godere del piacere o del dispiacere di qualcosa. Per "conoscere" non intendo "imparare", quanto uno stato di predisposizione e apertura. 



Questi undici progetti sono divisi in tre aree espresse da verbi (modificare, viaggiare, indicare); ogni area presenta tre fasi temporali, dal 2009 al 2012. Se volessimo fare un passo indietro mi sembra che le tre aree siano presiedute dalla gestione della distanza (che ha visto anche viaggi puntuali) e dalla gestione delle informazioni (lavorando sulle cinque variabili del giornalismo: chi, cosa, quando, dove, perchè, come). 

Mi sembra più incidente arrivare alla mostra in un momento diverso dell'inaugurazione o non arrivarci affatto. Nella gestione della distanza la gestione delle informazioni riveste un ruolo importante. 





I fogli stampati sono "opere" integrate dalla possibilità della chat su Skype?


I fogli rappresentano la documentazione della documentazione. Nella loro "fragilità", nell'essere così distanti dall'esperienza, credo siano molto significativi. Ma sono veramente così distanti? Qual è la definizione di "opera" e di "operare"? Se l'opera fosse un oggetto significativo, i fogli sarebbero opere. Significativo per chi?  Di queste cose vorrei parlare durante la chat su Skype. 




Parli di "documentazione della documentazione". E' come se volessi imporre una certa distanza, evitando che lo spettatore possa abbandonarsi all'ammirazione e all'emozione. Questo va contro una certa spettacolarizzazione dell'opera e a mostre, pensiamo alle biennali, che assomigliano a grandi luna park ludici. 

retrospettiva può anche essere una specie di luna park installato ovunque, anche a casa tua, e da chiunque. C'è qualcosa di ludico anche nell'installazione della mostra, forse una dimensione più intima e più fluida. 


Solo il progetto I'm not Roberta si ripete due volte (modificare, indicare). Infatti intervieni a Guantanamo e indichi quella che potrebbe essere una traccia. Come si lega questo progetto al discorso della consapevolezza-coscienza?

In questo caso applico una strategia azzardata e "cretina" al fine di intervenire alla Biennale del Whitney del 2010. Effettivamente individuo una traccia significativa mentre alcuni elementi trovano correlazione: petrolio e polveri che fuoriescono dal sottosuolo, una stato di attesa collettiva che induce e ripensare la propria posizione rispetto le distanze reali, petrolio che permette l'assorbimento delle distanze e polveri che impediscono il movimento, costringendo all'attesa. In ogni caso "l'essere", come l'esserci al Whitney, deriva sempre da un certo tipo di coscienza e consapevolezza. Dopo un primo momento interno al museo la traccia va oltre le mura del museo, rendendomi primo spettatore consapevole e cosciente ma autore inconsapevole e incosciente. 



Inoltre I'm not Roberta è stato seguito dai tre progetti correlati. Vado a memoria: testo e immagini di questa traccia sono stati inviati: a Massimiliano Gioni il giorno dell'inaugurazione della Biennale di Gwangju (rendendolo secondo spettatore); allo staff della Galleria Massimo De Carlo (dandogli la possibilità di diventare tramite con il pubblico che era invitato ad andare a chiedere loro informazioni); e infine alla mostra Casa AUT presso la ex-casa del boss mafioso Gaetano Badalamenti in Sicilia. Solo dopo questi tre momenti il testo e le immagini della traccia sono state comunicate su whitehouse. 

Questa gradualità, nel "rilasciare" la fruizione/comunicazione di I'm not Roberta, è durata da settembre 2010 fino a ottobre 2011 per poi proseguire sul blog. Questa scelta voleva favorire una fase di decompressione dove la mostra non rimane qualcosa di definito e chiuso fra due date sul calendario. Questa gradualità, permessa dal tempo del blog, dovrebbe favorire ancora consapevolezza e coscienza.



Molti progetti sono stati scartati (li vediamo elencati dopo la presentazione delle tre sezioni). So per certo che alcuni di questi sono rimasti ad uno stadio embrionale, alcuni -come anche alcuni selezionati- sono rappresentati da una semplice fotografia. Mi viene in mente: plays, gagosian project, zero, project, new museum, when you want. 

Credo che si debba prendere sul serio la superficialità e l'assenza di pietà che c'è nella velocità di un'attimo. Spesso viviamo attimi veloci e fatali. Nel blog questo attimo avviene quando, in un determinato istante, si carica l'immagine.



Se i progetti nelle sezioni "modificare" e "indicare" sono caratterizzati dal mantenimento della distanza, solo in tre progetti (nella sezione viaggiare) hai deciso di fare viaggi puntuali: al Mart di Rovereto, in una ex-scuola coranica in Marocco e in una zona non precisata dell'Europa Centrale. In tutti questi viaggi hai usato la fotocamera di uno smartphone per documentare il progetto.  In tutti questi viaggi finisci per documentare un vuoto.

Non credo che in questi tre progetti ci sia un vuoto: al Mart è stata proposta una visione diversa delle cose che c'erano, nella scuola coranica c'erano cose non documentabili con una macchina fotografica, mentre in plays qualcosa vediamo. 



Mi hai detto che retrospettiva, per ora, dovrebbe essere allestita in molise, inghilterra, lubiana, milano. Da cosa dipenderà il successo del progetto? 

Non certo dalla quantità di luoghi in cui verrà allestita. Anzi questo aspetto non mi interessa. Credo che retrospettiva abbia raggiunto il suo obbiettivo nel momento in cui è stata pensata. Esattamente come per i progetti "delle pizze" non era strettamente necessario che arrivassero le pizze. Anche se credo fosse divertente e necessario.


Negli spazi in cui verranno allestiti gli undici post sarà sempre possibile, attraverso una postazione internet o il cellulare, dialogare con te su skype. Questo dialogo sarà incentrato sul tema dell'operare ed eventualmente sul contenuto degli undici progetti. Da questo dialogo potrà discendere un' opera inedita. Ma quali sono le tue opere "edite"? Spesso parli della necessità di recuperare il centro dell'opera.

In questi dialoghi via skype mi piacerebbe mettere in discussione l'idea di operare, e quindi l'idea di opera. Immagino che da questo confronto critico possa scaturire una certa concezione di opera, e quindi un nuova opera. Ma questa è solo un 'idea, staremo a vedere. 
Penso che la mia "opera" edita sia le gestione quotidiana del blog con tutto quello che ne consegue. 


Quindi lavori per una smaterializzazione dell'opera?

Direi di no. La gestione della distanza e delle informazioni ha ricadute materiali sugli oggetti. Basti pensare al mondo della finanza dove alcune informazioni possono avere ricadute fatali sul valore degli oggetti. Allo stesso tempo dalla gestione del blog potrebbero discendere oggetti; mi sembra sia anche successo. Sicuramente in questi tre anni mi è sembrato più utile cercare di vedere diversamente le opere-progetti che ci sono già, piuttosto che contribuire ad una forma di inquinamento e sovraporduzione incosciente. 


Lo stesso modello occidentale sta vivendo una crisi data da sovraproduzione di oggetti/prodotti.

L'arte può essere una "galleria del vento" dove mettere a punto strumenti e termometri per una maggiore coscienza e consapevolezza. In questo modo è possibile rinegoziare i propri bisogni. Piuttosto che perpetuare modelli di sviluppo che si stanno dimostrando fallimentari mi sembra più utile rinegoziare i propri bisogni in modo tale da non aver bisogno di una crescita economica impossibile. In questa rinegoziazione la possibilità di gestire il proprio tempo è un'opportunità più importante del denaro. 


A questo proposito mi sembra che retrospettiva stia cercando di rinegoziare questi "bisogni".

Lo stesso blog definisce e "ruba" un tempo di riflessione e decompressione utile per questa rinegoziazione. 








79 kroków prosto z zamku, a następnie 79 kroków w prawo
Centrum Sztuki Współczesnej 
Zamek Ujazdowski/Tate Modern Turbine Hall
2011




New Museum

New Museum, New York
2009


10.000 lives: director as spectator 
(Roberta's cut)
Gwangju
2010




10.000 lives: staff only
(Roberta's cut)
Galleria Massimo De Carlo, Milano
2010




10.000 lives: spectator  as spectator
(Roberta's cut)
Ex-casa  Badalamenti, Cinisi (PA)
2011




ONE CALDER
Uffici Immobiliari Imperatore/Zona Ventura
Milano
2009




opening
New York
2012




when you want
ovunque, a cura vostra
2012




luca  works
stabilimenti Ikea
2012




Amir's Easements
Galleria De Carlo/Zero
2011




out
Biennale di Scultura di Carrara
2010



zero project 
ex-Galleria Zero, Milano 
2009


YOLDUNG 
Fondazione Remotti (GE)
2012













installation shots preview at: 

Chelsea M&S
228 W 23rd St
New York